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Ricerca anonima su Google: è davvero così anonima?

Ricerca anonima su Google: già si sospettava che di anonimo avesse ben poco. Oggi tuttavia abbiamo le “prove” che questa non solo sia lontana dall’essere uguale e univoca per tutti gli utenti in incognito, ma presenta risultati della ricerca personalizzati e diversi da utente a utente.
Il principio è quindi identico a quello che vige per gli utenti loggati. I risultati della ricerca sono diversi in base alle informazioni sull’account e alla cronologia di navigazione.

 

Ricerca anonima su Google: i risultati della ricerca di DuckDuckGo

La ricerca, effettuata da DuckDuckGo confuta quello che si è sempre ritenuto, ovvero che i risultati della ricerca fosse identici almeno a livello nazionale. Invece non è così.

Google afferma che è stato ridotto il problema del filter bubble, ossia della “bolla” che sposta i contenuti in alto o in basso nella serp di Google in base a dove gli algoritmi del Big G pensano che noi abbiamo più probabilità di fare click. I risultati della ricerca però sembrano dimostrare tutt’altro!

Lo studio, che ha coinvolto 76 persone alla ricerca della stessa parola chiave precisamente alla stessa ora, ha restituito 62 set diversi di risultati di ricerca.

I partecipanti al test di DuckDuckGo, erano tutti localizzati negli Stati Uniti e quindi ci si sarebbero aspettati risultati univoci, poiché abitanti di uno stesso paese. Invece la maggior parte dei partecipanti allo studio ha ottenuto risultati unici. E questo indipendentemente dal fatto di essersi registrati o meno, di navigare con il proprio account o in modalità anonima.

ricerca anonima su Google

Un anonimo… che di anonimo ha ben poco

La conclusione: la modalità di navigazione privata e la disconnessione da Google sembrano offrire poca protezione dalla filter bubble. La navigazione anonima quindi non garantisce quell’anonimato che ci si aspetterebbe.